Le Cucurbitacee
Ciao a tutti, custodi in erba!
Oggi parliamo di una delle famiglie più generose e allegre dell’orto: le cucurbitacee, e in particolare della zucca. Salvare i semi di zucca è una delle prime esperienze che consiglio a chi si avvicina a questo mondo, perché è un gesto semplice ma pieno di significato: custodire, letteralmente, il futuro del proprio orto.
La prima cosa da sapere è come nasce un frutto di zucca. Su ogni pianta convivono fiori maschili e fiori femminili, ben distinguibili: quello maschile è portato da un semplice stelo, quello femminile ha già alla base un piccolo ovario a forma di zucchina in miniatura. A far incontrare il polline dell’uno con il pistillo dell’altro ci pensano api, bombi e tanti altri insetti impollinatori: senza il loro lavoro, quel piccolo abbozzo di frutto non si svilupperebbe.
Proprio perché l’impollinazione passa dagli insetti, due varietà della stessa specie coltivate vicine e fiorite nello stesso periodo rischiano di incrociarsi tra loro, mescolando i caratteri che vogliamo invece mantenere puri. Il modo più semplice per evitarlo è sfalsare i tempi di semina, scegliendo una varietà precoce e una tardiva in modo che le rispettive fioriture non si sovrappongano mai; in alternativa si può isolare il fiore femminile con un sacchetto e procedere a un’impollinazione manuale e controllata.
Per la raccolta bisogna avere pazienza: si aspetta che il frutto arrivi a piena maturazione, cosa che per la zucca si riconosce quando si stacca quasi da sola dal picciolo ormai secco. A quel punto si estraggono i semi, si sciacquano semplicemente in uno scolapasta per eliminare i residui di polpa, e si stendono ad asciugare su un panno di cotone per un paio di settimane, in un luogo areato.
Un consiglio importante: per raccogliere i semi bisogna lasciare che almeno un frutto arrivi a piena maturazione sulla pianta, e questo blocca la produzione di nuovi ortaggi da mangiare. Per questo motivo conviene sempre seminare un buon numero di piante, da un minimo di 5 fino a 20, così da poterne dedicare alcune ai semi e altre al raccolto in cucina, mantenendo comunque una buona variabilità genetica.
Come si capisce se un seme essiccato è vitale? Con il test del pizzicotto: preso tra pollice e indice, un seme sano risulta rigido e non cede alla pressione; se invece è piatto, leggero o si piega facilmente, meglio scartarlo.
Per la conservazione, nei primi mesi è meglio tenere i semi in un sacchetto di carta traspirante, così da fargli perdere l’ultima umidità residua; solo in un secondo momento si passa a un barattolo di vetro chiuso ermeticamente, sempre ricordando di segnare la data di raccolta. I semi di cucurbitacee restano vitali per diversi anni, ma è bene riseminarli entro i 5 anni, perché oltre quella soglia perdono rapidamente buona parte della loro energia germinativa.
Un piccolo gesto, ripetuto stagione dopo stagione, per continuare a raccontare la storia delle nostre zucche.
CONTENUTO OFFERTO DALL’ALLEANZA DEI CUSTODI DI SEMI, CHE A SUA VOLTA RINGRAZIA SEED VICIOUS PER LA DIFFUSIONE.

