L’ambiente dirige l’orchestra dei geni
Chi salva i semi lo sa per esperienza: la stessa varietà, seminata in due orti diversi, non si comporta allo stesso modo. Cambia la taglia, l’anticipo della fioritura, la resistenza alla siccità. L’epigenetica dà un nome a una parte di questo fenomeno.
Nell’intervista, l’epigenetista Andrew Pospisilik sostiene che la genetica da sola spiega al massimo un terzo del quadro. Il resto lo fa l’ambiente, che accende e spegne i geni senza toccare la sequenza del DNA: modifiche ereditabili, ma reversibili. Gli esempi che porta sono l’ape regina, che nasce identica alle operaie e diventa un’altra cosa per via di come viene nutrita, e le popolazioni colpite dalla carestia olandese del 1944, i cui discendenti ne portano traccia.
Per una banca dei semi è una buona notizia e un avvertimento insieme: le varietà che custodiamo non sono fotografie immobili, ma si adattano al luogo in cui vengono coltivate. Ed è una ragione in più perché i semi circolino e vengano riprodotti in posti diversi, invece di restare chiusi in un congelatore.
Fonte: Daniela Conti, Epigenetica: è l’ambiente a dirigere l’orchestra dei geni, Nuova Biologia, 10 gennaio 2023 — leggi l’articolo originale
