Presentazione

L’agricoltore autosufficiente

I contadini che popolavano le campagne fino alla metà del 1900 tramandavano i loro semi, li selezionavano, li condividevano con le generazioni future. Nonostante non avessero a disposizione i prodotti dell’ industria petrolchimica, coltivavano i loro campi con risultati dignitosi, servendosi della propria esperienza e degli insegnamenti tramandati da padre a figlio. Con gli animali da cortile o da stalla si ricavava ottimo fertilizzante, con i salici e la raffia si legavano vigneti e pomodori, con i giunchi e il fasciame di castagno si fabbricavano cesti e gerle, con la canapa si faceva corde e balle resistentissime, con le potature e gli sfalci si nutriva le bestie e cosi via, tutto veniva dalla terra e tutto vi tornava.

Ormai sono molti anni che cerco soluzioni naturali per diventare finalmente indipendente dall’ acquistare semi, piante, fertilizzanti e soprattutto sostanze chimiche nocive. Tornare al passato non vuol dire per forza rinnegare le nuove tecnologie o non riconoscere i favolosi passi in avanti che l’uomo ha fatto nella scienza, si può coniugare i buoni insegnamenti del passato con i nuovi metodi creati per non danneggiare ulteriormente la nostra terra. Usare sinergicamente il nostro sapere di ogni tempo, ecco quello che per me è doveroso fare.

Condividerò qui le mie esperienze sperando che siano utili o almeno interessanti : parlerò di consociazioni tra piante, di come fare a riprodurre e raccogliere i loro semi e come utilizzare i loro preparati : infusi, decotti e macerati.

Tommaso Turchi

Foto Tommaso Turchi

Foto Tommaso Turchi

3 commenti

  • Aldo Bertelli

    Bello!!!!

  • baldo safina

    Ciao!, già la presentazione, mi sembra pregna di buoni propositi; ciò significa che sarà necessario impiegare molto impegno, molta passione e amore, sopratutto da parte di chi redige ciò che viene e verrà “pubblicato”; complimenti perché è una grande manifestazione, oltre che di disponibilità a “ritagliare” il tempo da impiegare per questo grande lavoro, anche e ripeto, di passione e amore nel condividere il proprio bagaglio sapienziale; mi sembra -in piccolo…senza sminuirne la grande valenza- paragonabile ad una delle grandi missioni che si prefigge Slow Food con il grandissimo Carlin Petrini; complimenti ed onore al merito! con affetto

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